La conquista di nuovi mondi interstellari

La conquista di nuovi mondi interstellari

Atterrisco all’idea che all’uomo passi il pensiero, attraverso l’anticamera del suo cervelletto, che possa iniziare la conquista di nuovi mondi interstellari, speculando nei propri sogni di costruire nuove civiltà progredite e migliori.

L’uomo non è riuscito su questo pianeta ad evolversi ed anzi ne ha ridotto la sua esistenza a modelli comportamentali e sociali simili ad una sorta di girone infernale, cosa potrebbe esportare in altri mondi, se non sopraffazione, violenza, ed ignoranza!

Ll’ominide ha trasformato, con sistematica determinazione tramite il plagio e la credulità popolare nei corsi dei millenni, l’essere umano da primordiale essere vivente in accordo alle leggi naturali della catena alimentare e dei comportamenti sociali ad essa associata, in una sorta di virus infestante.

L’uomo ha distrutto in se stesso ogni qualsiasi indole primaria e conoscenza ancestrale, distorcendo le regole tribali, incanalando le masse, trasformando le paure naturali dell’ignoto, in terroristici sensi di colpa attraverso le religioni, le quali da una parte hanno incanalato il popolo bue e funzionato da collante umano, definendola civilizzazione, dall’altra han agevolato e concentrato il potere del dominio e controllo nella mani del cosidetto impero-stato, definendola regola sociale.

Il risultato storico di questi processi è stato un passato e presente basato sulle più grevi nefandezze a livello planetario, da qualsiasi angolazione se ne soppesi la portata.

Sebbene l’umanità si stia indirizzando su nuove consapevolezze a livello mondiale di caratere spirituale ed umano, aprendosi a nuove conoscenze e riscoperte della propria esistenza, le religioni e gl’imperi, han talmente devastato, scisso e sconvolto l’umanità, che risulta improbabile, anche nella più rosea delle supposizione futuristiche a medio-lungo termine, un ripensamento globale a nuove architetture sociale basate sulle naturali configurazioni ottimali degl’elementi.

Dunque con un pacchetto umano di cotanto spessore, mi domando cosa potremmo esportare in nuovi mondi sconosciuti che possa rappresentare l’essere umano, per lo meno in modo decoroso. 
Senza contare che nonostante il progresso dell’umanità utilizziamo ancora linguaggi di comunicazione e rappresentazione degl’eventi occorrenti, i quali non si discostano neanchè un pò nel tempo, dai sistemi utilizzati dalle civiltà precolombiane, per rappresentarsi a memoria imperitura, incontri ravvicinati del terzo tipo.

Nell’immaginario collettivo popolare si pensa con forte apprensione a forme viventi provenienti dagli spazi siderali, ma sinceramente soffro avanti la mia impotenza di non poter comunicare con loro, suggerendogli di starci lontano, non anni luci, ma di universi paralleli infiniti…..

Romano De Leo

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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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