F.I.A.T.

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è innegabile che la nostra storia industriale, ora divenuta paleo-archeo-post-industriale, è legata a doppio filo con le vicissitudini della Fiat, azienda dal segmento medio-basso nella scala qualitativa di produzione, paragonabile all’allora Skoda.

Senza dilungarsi in riflessione social-lavorative, quest’azienda, tanto quanto la nostra classe dirigenziale, è la proiezione dell’indole del nostro Popolo, in ogni aspetto e punto di vista la si soppesi.
Certo è che per un’azienda produrre nel nostro Paese con la mancanza cronica ed endemica delle infrastrutture, con una classe politica instabile e corrotta, con un tasso di cavillosa burocrazia da Terzo Mondo, con maestranze spesso strumentalizzate da un sindacato politicizzato, diviene praticamente impossibile.

La diaspora delle nostre aziende all’estero è certamente comprensibile anche se non accettabile poichè depaupera il nostro tessuto industriale e l’indotto relativo, e, negl’ultimi dieci anni, moltissime se la sono date a gambe dall’Italia, utilizzando lo stesso danaro messo loro a disposizione per rifarsi il make-up in Italia, cioè con le nostre tasse e le sovvenzione dell’Unione europea.

Ora la Fiat chiede di equiparare la classe operaia in fatto di tempi e stipendi alla classe operaia cinese, al fine di rilanciare un carrozzone Italiano oramai logoro ed appesantito, ove l’azione migliore sarebbe lo sfoltimento della classe dirigenziale e dei loro benefit e l’innalzamento qualitativo produttivo con conseguente livellamento degli stipendi delle maestranze al niveaux Europeo, e la relativa loro scolarizzazione specializzata.

In buona sostanza è la raffigurazione teatrale di un’Italietta che continua imperterrita a restare immobile nei suoi fanghi e meandri danteschi, litigiosa ed ingestibile, che quotidianamente perde concorrenzialità per seguire demenziali strategie politiche, impoverendosi sempre più in ogni senso.

Si rifletta!

Romano De Leo

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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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