Lo stereotipo Italiota ed i I Miserabili

Lo stereotipo Italiota ed i I Miserabili,

a causa dell’ignorare forzato della nostra contemporaneità, l’immaginario collettivo popolare sforna dell’Italia, il Paese meraviglioso, sotto ogni punto di vista. Ma amici miei, noi non siamo differenti come realtà sociale da nessun altro Paese Occidentale, anzi tutt’altro. Riteniamo d’essere custodi della verità e della cultura e di paesaggi mozzafiato, ma ogni Paese ha le sue peculiarità e bellezze naturalistiche; riteniamo d’essere mentori dell’umanità, ma vi sono culture antiche millenni prima della nostra, ed addirittura più evolute sul piano delle conoscenze scientifiche e sociali; dipingiamo il nostro Paese come unico al al Mondo, dimenticandoci che il resto del mondo è meraviglioso tanto quanto; riteniamo d’essere buoni e bravi cattolici, ma siamo più sicuri a Secondigliano (con il massimo e profondo rispetto per i “Secondiglianesi”), che in casa nostra; pensiamo d’avere un paesaggio incontaminato, ma viviamo in una discarica a cielo aperto; sogniamo antiche vestigia, ma abbiamo un Patrimonio Architettonico gettato alle ortiche; riteniamo d’essere acculturati, ma viviamo ancora nel Paese del “Lei, non sa chi sono io” che produce coatti, truzzi e bimbi-minchia; riteniamo d’essere caritatevoli, ma lasciamo che nel nostro civile Paese vi coesista ancora la povertà, la miseria e l’analfabetismo; riteniamo d’avere un sistema lavorativo e sociale discreto, ma abbiamo perso in dieci anni tutti i diritti fondamentali delle maestranza;  c’assurgiamo a portatori di pace, ma in casa nostra ci facciamo la guerra e c’ammazziamo; pensiamo caritatevolmente agl’altri, ma in fondo, amici miei, non ce ne frega una beata mazza degl’altri, stretti nel nostro meschino e ristretto provinciale ipocrito bigottismo; riteniamo d’essere dietetici alla mediterranea, ma ingrassiamo come dei palloni gonfiati peggio degli Statunitensi; siamo per “tutti sotto un unico cielo, ovviamente a parole, ma siamo uno dei Paesi tra i più razzisti, omofobi e xenofobi; e si potrebbe continuare all’infinito…chi lo desidera può continuare la lista, io sono esausto di questa miseria!

insomma delinquiamo, ammazziamo, stupriamo, rubiamo, facciamo guerre, ne più ne meno come tanti altri Paesi occidentali, senza contare che fino a pochi decenni fa, nel nostro martoriato meridione o nelle regioni delle Venezie, la mentalità generale, non era poi discostante da quella dimostrata dagl’immigrati ad esempio Pakistani nel nostro Paese.

MA QUESTO CHI L’HA PERMESSO? NOI PERCHè ABBIAMO PERMESSO CHE CI DISTRUGGESSERO IL NOSTRO PAESE?

Semplice, per 50 anni abbiamo votato una classe dirigenziale politico-imprenditoriale-clericale tra le più corrotte del pianeta, che ha distrutto ogni singolo singulto di cultura del nostro Paese, che ha vanificato l’onesto ed umile lavoro dallo spazzino all’imprenditore, per costruire una società migliore, e che fondamentalmente c’ha relegato nella classifica mondiale, a Repubblica delle Banane, con tutti gl’annessi e connessi del caso.

Romano de Leo


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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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