ieri passeggiavo per la meravigliosa camminata di Genova Nervi pensando all’immortalita’ dell’anima, quando la mia attenzione venne rapita dal suono, inusuale per il luogo, delle cornamusa. un essere umano ritto sulla scogliera del porticciuolo suonava la sua essenza poetica all’immensita’ del mare, stagliandosi nel riflesso solare del tramonto sulla superfice marina. un momento di piena connessione umana col creato. Bene, tutti i presenti, nessuno escluso, sono scoppiati in fragorose ilarita’ demenziali degni della sensibilita’ d’una cozza, con tutto il mio rispetto per il mitile. povera umanita’
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