Il proibizionismo e le crociate bigotte moderne manna per le mafie e distruzione per i nostri figli
Il fatto stesso di proibire nell’immaginario collettivo popolare rende qualsiasi “COSA” intrigante e degna di morbosa attenzione.
Qualsiasi prodotto non nuoce in alcun modo alla salute psico-fisica-sociale se assunto “cum grano salis”, ad eccezione delle droghe sintetiche e denominate “pesanti”.
Nel corso dell’ultimo secolo le mafie al fine di soddisfare il crescente bisogno di trasgressione alle regole sociali “proibite”, sono divenute ricchissime e potentissime, stati nei stati, ed a pagarne il prezzo altissimo sacrificale, sono i nostri giovani.
Grazie alla droga intere aree del medio-oriente e del sud-america sono soggiogate dalle mafie, le quali sfruttano vergognosamente e disumanamente intere popolazioni.
Grazie alla chiusura delle case di tolleranze, la prostituzione femminile e maschile, soprattutto nella nostra Italia, è divenuta per queste povere donne e trans, l’inferno in terra, un mondo di efferata violenza perversa e costrizione. Al contrario con le case di tolleranza vi era controllo sociale. vedi Paesi Occidentali Evoluti e che non hanno la Chiesa in casa.
Anche l’alcool è una droga, forse tra le più temibili, poiché come tutte le “cose” che se ne abusa, distrugge se stessi e gl’altri; assumerla in modo equilibrato e ponderato è un piacere, e tale deve restare.
La mafia siamo noi che alimentiamo le mafie, proibire non serve a nulla, si rende necessario educare all’equilibrio e alla ponderazione.
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