A prescindere dal fatto gravissimo ed esecrabile avvenuto ieri, certo parto d’un folle; un folle che però è stato largamente plagiato da un’onda, che dura da anni, di violenza pura che ha caratterizzato le pagine della nostra Politica. E’ naturale che individui con scarsi strumenti di giudizio siano essi folli siano essi ignoranti, sono facili prede delle strumentalizzazioni sociali e mediatiche.
Questo dovrebbe far riflettere coloro che la violenza la stanno istigando da anni stile random sparando a zero sui Governi, alimentando e fomentando la rabbia popolare e lo scontento generale, soprattutto in momenti di congiunture economico/finanziarie decisamente difficili come quella attuale.
Rammentiamo indicativamente ad esempio la Lega Nord che facendo leva sull’ignoranza nordica ha fondato le sue campagne discriminatorie contro gl’immigrati, e non contenta a suon di fucili e marce vaneggiava la scissione da Roma Ladrona; prendiamo in esempio l’Italia dei Valori con Di Pietro, che giustamente ha aperto una breccia in un sistema clientelare politico/finanziario uso in Italia come in qualsiasi altra parte del mondo, nelle sedi opportune, per poi trasformare il tutto in una campagna elettorale personale, dove se prima erano condivisibili in linea di principio i suoi programmi, ora è il primo fomentatore di violenza popolare, cavalcando un capio espiatorio (Il Presidente del Consiglio), dimenticandosi completamente di tutto un sotto-sistema parallelo economico/finanziaro/politico/mafioso gestitio da innumerevoli personaggi collocati nelle varie Istituzioni Italiane sparse per la Penisola Italica.
La normale dialettica asprissima di confronto tra opposte fazioni ha lasciato spazio ad un linciaggio mediatico atte allo screditamento di un Premier e si è trasformata in una campagna elettorale di disinformazione popolare da parte d’una sinistra, alla quale mancando uomini leader con attributi e prigioniera ed ancorata ancora a linguaggi e strategie dei tempi bui, trova come unica risorsa la calunnia e diffamazione al posto di proporre programmi politici seri ed adeguati e conseguentemente di metterli in atto.
Lo Stato è fondamentalmente una grande Azienda di Produzione, chi meglio d’un Imprenditore capace, può dare il Suo contributo logistico ed organizzativo, ad una struttura fatiscente che annega nella sua stessa burocrazia ed un buco economico senza fondo dal boom economico ad oggi. Certo le risorse umane presenti all’interno di questo “baraccone” sono strumentalizzate e politicizzate e quindi rende un qualsiasi banale cambiamento, un “affare di stato” da perpetrare attraverso innumerevoli generazioni.
Spesso sento discutere sul potere mediatico, indiscutibile per certi versi, del Presidente del Consiglio, ma mi chiedo il Popolo Italiano, che tanto ora assurge un Premier a Caprio Espiatorio dei suoi problemi, dov’era. Credo che se il Popolo invece di bearsi e crogiolarsi per convenienza tipica Italica nella mediocrità medio-borghese, avesse trascorso il suo tempo a seguire attivamente e veramente la politica ed i cambiamenti sociali degl’ultimi 30 anni, anziché discuter di Calcio, abbruttirsi davanti al Grande Fratello e far debiti per dimostrare che si può permettere le vacanze ed i fine settimana ed auto di prestigio, certamente si sarebbe resa conto della situazione e si sarebbe espressa democraticamente attraverso il voto.
Fatto gravissimo è rappresentato dal fatto che abbiamo una Classe Giuridica altamente politicizzata e che per default non è in alcun modo accettabile, poiché chi giudica deve essere super-partes e professare la Giustizia con equità, senza cadere nel meccanismo di protagonismo mediatico, che sembra essere l’ultimo grido della moda attuale.
Usciamo dai nostri provincialismi generazionali e cominciamo a far politica in modo serio da entrambe le parti!
Discover more from Distopia delle Masse Gestito da Romano De Leo
Subscribe to get the latest posts sent to your email.