Premetto che sono stato Volontario per una nota Associazione diretta direttamente dalla Sovraintendenza del Ministero dei Beni Culturali, con base effettiva al Dicomac presso la Gdf di Coppito, per ben lunghi quattro mesi ininterrotti.
Come tutte le stragi avvenute in Italia, anche per l’Aquila si sarebbe potuto benissimo evitare o per lo meno ridurre notevolmente i danni alle persone ed alla cultura di quella Provincia. E’ sufficiente leggere nel passato remoto ed immediatamente precedente per comprendere che con adeguati interventi e maggiore alfabetizzazione sismica alla popolazione, il tutto avrebbe assunto contorni sicuramente meno drammatici. Ma come sempre in Italia vince la logica della fatalità popolare unita al crescere d’una arrogante ignorante lascività dello Stato nei confronti del suo patrimonio umano ed artistico.
Credo unico caso al mondo la tempestività d’intervento del Governo e della Protezione Civile sia da registrarsi negl’annali della storia Italiani per la sua unicità, ma come pur sempre accade in quanto umani, appena dopo due settimane, passato lo “stato di grazia”, ho assistito personalmente, vivendo nel suo “interno”, alla mentalità statale applicata nei vari Ministeri e Forze dell’Ordine, la quale ha aggravato notevolmente lo stato di disgrazia già esistente. (ho già pubblicato nello specifico in materia)
La percezione generale dell’immaginario collettivo del Popolo Aquilano e dei Volontari presenti è stata di una continua parata mediatica politica, ove L’Aquila è stata defraudata della sua dignità ed autonomia dallo Stato, il quale s’è insinuato in ogni singola piega del post-emergenza, gestendo di conseguenza, come da 50 anni ad oggi.
A tutt’oggi la situazione non è quella dipinta dai media, i quali oltre tutto hanno oramai relegato nell’oblio L’Aquila, perchè non fa più audience. Come ha relegato alla notte dei tempi tutte le disgrazie che hanno colpito il Popolo Italiano, ferendolo ancor più, della tragedia in se stessa.
Vero è che determinate situazioni estreme producono psicologicamente nell’uomo reazioni talvolta esasperate, spesso alimentate e fomentate dall’inesistenza dello Stato, ma anche dal rendersi conto che, noi Popolo Italiano, non siamo un popolo “Buono”, come spesso ci vantiamo d’essere, ma siamo in balia d’ogni tipo efferatezza derivata dalla nostra ignobile ignoranza e mancanza d’unità popolare.
Gl’unici presenti con anima, cuore e corpo sono stati i Volontari, una categoria che senza d’essa la macchina logistica dell’assistenza a 360°, l’Italia si fermerebbe all’istante. Volontari che come me hanno sputato sudore e sangue, spesso rischiando la propria vita, con generosità d’animo, lealtà ed onesta, e grandissima professionalità.
Volontari che come me, non han ricevuto nulla nemmeno un grazie dalle Autorità ed Associazioni, rei d’essere fedeli alle Leggi Morali che guidano il Volontario, e quindi d’aver denunciato civilmente e pacificamente le ingiustizie, le sopraffazioni, i favoritismi clientelari, gli sprechi e la disorganizzazione, che in situazioni così complesse purtroppo si verificano. Anzi sono stato informato che a breve riceverò delle querele da parte di quest’Associazione. (ho già pubblicato nello specifico in materia)
Credo che sia giunto il momento di riflettere profondamente sul nostro essere Italiani!
Discover more from Distopia delle Masse Gestito da Romano De Leo
Subscribe to get the latest posts sent to your email.