nell’immediato dopo-guerra molti intellettuali celebrarono l’avvento del progresso, “inventato” dalle necessità militari, e fomentato da assurde conquiste e lotte di classe e lobby di potere e dominio sull’umanità, come il “non plus ultra” per la stessa umanità. Si paventava un mondo, quello nostro attuale ora, ove le “macchine” e la robotizzazione, alleviasserò i duri lavori manuali fornendoci del tempo necessario per curaci di noi stessi e quindi darci l’opportunità di occuparci delle arti umane e ripartire la forza lavoro in necessità primarie. Questo progresso doveva inoltre servire per spalmare sulla terra in modo abbastanza omogeneo la possibilità d’offrire una vita decorosa a tutti indistintamente a livello planetario.
A distanza di quasi 65 anni dall’avvio di quest’ennesima crociata umanoide, cosi vestita, non posso fare a meno di notare il totale fallimento del progresso; la “disomogeneazzizione” del capitalismo, coperto da turpi motivazioni razziali e religiose, ha creato una netta spaccatura planetaria, ha alienato la società davanti a degli schermi, ha messo in deriva il sur-plus della forza lavoro, ha assetato ed affamato l’emisfero sud del nostro pianeta, ha creato un inquinamento insostenibile causa di malattie ed allergie sempre più pericolose e frequenti, ha creato un’alimentazione che va contro ogni naturale buon senso pur di sfamare una popolazione mondiale oramai incontrollabile demograficamente, ha creato dipendenze materiali in sostituzione della sfera affettiva interiore, ha creato continue necessità materiali per autoalimentare il progresso di fatto continuando a depredare la nostra terra e raccogliendo notevolmente e superiormente al giusto fabbisogno, impoverendola a vista d’occhio.
Il progresso ha incanalato la psiche umana delle masse in format mediatici per il controllo della mente e delle necessità ivi compresa la naturale rabbia e, non contenti, gestiscono le informazioni per soggiogare i popoli, rendendoli dipendenti e drogati di un modo artefatto irreale, incatenandolo in gabbie ove il proprio mondo diviene un micro-mondo-sociale alienato, senz’alcuna possibilità di poter osservar fuori
Il progresso come il capitalismo, potevano essere risorse più che ottime, ma se ne è fatto uso errato, lasciandolo in mano ai peggior sentimenti umani, e non si è affiancato un giusto bilanciamento evolutivo basato sull’arte umana omnia
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