Riflessioni politiche sul mondo della sinistra

Discutendo sempre della frammentarietà della sinistra a livello nazionale e locale, trovo assolutamente controproducente e fanciullesco questo continuare ad attaccare l’opposizione stile asilo mariuccia, quando la serietà di un movimento e partito è da ricercare prima di tutto nell’ideologia che lo muove, secondo dai programmi proposti reali e concreti per il Popolo, terzo dall’immagine di presenza e dallo stile a livello nazionale ed internazionale, quarto la capacità di mediare con l’opposizione su argomentazione importanti e vitali per il bene comune del Popolo, quinto la capacità di compattezza e serenità interna.

Considerando il fatto che tutti questi punti sono più che ampiamente disattesi, se ne deduce che manca nel panorama politico della sinistra “uomini” carismatici e di polso, poichè tutti oramai presi dai walzer delle poltrone od a fare i radical chic, o peggio ancora ammaliati dal potere, e si scordano ed allontanano esponenzialmente dal perchè del loro ruolo istituzionale politico, dalle loro ideologie ma soprattutto s’allontanano dal Popolo che li ha votati, e questo è la cosa peggiore che può capitare al Popolo…… Ma si ricordano demagogicamente il tutto nelle piazze, quando trascinano i Centri Sociali (giovani spesso purtroppo facilmente manovrabili), accompagnati da un sindacato politicizzato che anch’esso si è esponenzialmente allontanato dalla sua ideologia e ruolo, facendosi fagocitare un pò qui ed un pò la “secund cunfurma”.

Sinceramente non giudico e critico nessuno personalmente, e ritengo che ognuno di noi sia libero di pensare ed agire come meglio crede, ma alla luce della situazione attuale nel panorama politico Italiano, mi sono reso conto rispetto ai tempi di lotta e vittorie sociali che hanno contraddistinto la mia era [per me per lotta s’intende libertà di protesta civile, libera espressione di dissenso in modo pacifico e non violento ma decisa e ferma] un vero e proprio imborghesimento della sinistra, al quale ovviamente fa contorno una visione italica della vita molto borbonica ed orientata alla coltivazione del proprio orticello senza apertura all’insieme, ripiegata su se stessa e con una completa mancanza d’organizzazione interna ed organizzazione logista collettiva a livello nazionale.

Ciò che colpisce maggiormente è la completa mancanza di sensibilizzazione con adeguate campagne d’informazione ed affiliazione sui grandi e gravi temi sociali, sui veri problemi del Popolo, alle prese con un’economia “falsamente” disastrata, e mille gravissimi problemi causati dal burocratismo borbonico e dalle necessità indotte dalla parte peggiore del capitalismo, come la panacea obbligata del “Grande Fratello” o del “calcio”, o del sensazionalismo demagogico mediatico.


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Published by Romano De Leo

introvert, nonconformist, asocial, solitary, medium-high culture, I hate hypocrisy and bigotry, lover of classical and baroque music. Bach über alles!

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