D’altronde le dinamiche di un rapporto, anche considerato il più libero, prima o poi si ferma avanti alle nostre paure, incertezze, mentalità, aspettative…a proposito di aspettative, nell’amore esse sono la più grande bufala. E’ automatico quando incontriamo un nuovo amore proiettiamo le nostre aspettative, la speranza che possa essere finalmente la persona giusta, ci svia dal volerla conoscere a fondo, come a timoroso terrore, che questa non risponda veramente a noi. Ci lasciamo andare alla passione travolgente dell’ignoto, disinibendoci, inebriandoci di sesso, consumando le anime perforandole con le nostre, lasciamo che quattro parole buttate lì ci diano alcune risposte che cerchiamo, lasciamo che l’energia scaturita da un incontro ci pervada la nostra essenza. Quante volte abbiamo creduto, questa è la persona giusta, è con lei che voglio vivere, e con lei che voglio crescere. Ma dimentichiamo che nella vita siamo esseri soli e che soli dobbiamo percorrere il nostro cammino verso noi stessi; durante questo percorso le nostre orme sono accompagnate parallele da altre in un intersecazione di conoscenza, di apprendimento: è il cosiddetto scambio terrestre di conoscenza pari al connubio d’anime del brodo primordiale universale. Tradotto, ogni tanto nella nostra corsa solitaria abbiamo bisogno del rifornimento.
Quindi tutto ciò è in pieno contrasto con la mia concezione dell’amore, descrittavi prima. Quindi è tutto un controsenso. Sommando i due concetti contradditori, arrivi alla deduzione quantistica, che l’amore non esiste nel modo classico d’intenderlo tra uomo e donna, quindi esiste solo l’amore che comprende l’unione terreno-spirituale degli uomini e delle donne con la loro universalità. Quindi il rapporto come lo conosciamo noi è solo una limitazione voluta per bloccare la conoscenza spirituale universale dell’umanità castrandola in un rapporto a due che per meraviglioso, poetico, profondo, circoscrive la conoscenza in uno spazio ridotto. Bene allora giunge spontanea la domanda; e non potrebbe essere che lo scopo sia invece che l’amore di un uomo ed una donna assieme sia il motore per proiettarsi nella dimensione universale, provocando quello stato di estasi paradisiaca. D’altronde far l’amore ci proietta in un’estasi di sensi non solo corporei, ci permette di lasciar danzare le nostre anime in un abbraccio indissolubile, ci permette di raggiungere lo stato di grazia. L’aver avuto l’onore di toccare un’anima è un momento ove ti rendi conto della propria umile grandiosità. Il senso di libertà e sazietà che ci pervade è rotta solo dal risveglio di un’innaturale desiderio di andare. Quell’intimità desideriamo riviverla nella nostra solitudine di viaggiatori e raminghi, a volte vergognosi di aver avuto in dono così tanto. La apparente calma dopo aver appagato il nostro corpo, lascia il posto alla nuova essenza che ci accompagna nel nostro viaggio, ascoltando il profumo del suo corpo sul nostro, rivivendo mentalmente il suo viso godente di felicità, vestendoci del calore del corpo che abbiamo convissuto sentendo l’infinità dolcezza di essersi abbandonati corpi ed anima in un abbraccio primordiale.
Il tutto passa via una volta terminata la passione, dopo è solo una ridda di contraddizioni, proprio quelle che contraddistinguono l’essere umano e la sua storia, e tutte le seghe mentali che ci siamo fatti ci lasciano con l’amaro in bocca. Quindi anche in questo moderno umanoide connubio di amore, sesso, cultura, condizione, vi è tutto di errato.
Discover more from Distopia delle Masse Gestito da Romano De Leo
Subscribe to get the latest posts sent to your email.